Shar Pei, mille pieghe d’amore per un cane unico

Il suo nome, Shar Pei, significa “pelle di sabbia”, ma non è chiaro se fosse indicativo del colore (infatti quello originale è simile alla sabbia dalle varie tonalità, come il miele) oppure se indicasse il tessuto particolare del mantello: se si accarezza il cane contropelo, infatti, sembra quasi di toccare la carta vetrata. Quello che è certo è che le origini di questa razza sono molto antiche: intorno al XIII secolo, lo Shar Pei era una specie di tuttofare dei contadini cinesi e veniva usato per la caccia, la guardia, per radunare gli animali e, anche, per i combattimenti di cani. In Occidente, lo Shar Pei ci è arrivato negli anni Settanta, dopo però aver rischiato addirittura l’estinzione durante la dittatura comunista.

Shar Pei, mille pieghe d’amore per un cane unico

Aspetto: il torace è largo e profondo, il dorso è corto. La razza presenta numerose pieghe della pelle, in prosecuzione delle rughe e della giogaia, ricoprono il corpo. Il cranio è piatto e largo, piuttosto grande rispetto al corpo, lo stop è poco accentuato. La fronte e le guance sono coperte da una profusione di rughe fini, che si prolungano verso il basso a formare una pesante giogaia. Il muso ha una lunghezza moderata. Il tartufo è grande e largo, preferibilmente nero anche se qualsiasi colore in accordo a quello del manto è accettato. Le narici sono leggermente aperte. Gli occhi sono scuri, a mandorla, profondamente infossati nelle orbite. I cani beige e color panna possono avere gli occhi chiari. Il dorso è corto e solido, la groppa è piuttosto piatta, il petto è ben disceso. La coda è spessa e rotonda all’attaccatura, si appuntisce in fondo. I colori ammessi sono il nero, il bruno scuro, il focato, il beige e il panna.

Temperamento: malgrado l’espressione sembri accigliata è un cane tranquillo e buono benché, come altre razze orientali, sia piuttosto indipendente e debba stabilire un rapporto di rispetto reciproco con il padrone. E’ un cane molto adatto alla vita in famiglia ed è molto buono con i bambini. La prima socializzazione è importante per assicurarsi che il suo naturale riserbo con gli sconosciuti non diventi sospetto e i nuovi padroni dovrebbero familiarizzare con le esigenze di questi cani. Lo Shar Pei è felice in città come in campagna, purché si senta parte del nucleo familiare, e può adattarsi a vivere in appartamento con esercizio quotidiano adeguato. Apprezzerà un grande giardino dove poter giocare e correre. Hanno bisogno di compagnia e non sono adatti a padroni che stanno fuori casa tutto il giorno.

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Prezzo: un cucciolo arriva a costare dai 160 euro in su, in base alla genealogia.

Curiosità: probabilmente è un discendente del Chow-Chow anche se l’unica caratteristica che li accomuna oggi è il colore della lingua.

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