Cani e gatti poggiano la testa al muro? “Se è grave ci sono anche altri sintomi”

Da qualche giorno in rete gira un articolo che raccomanda: “Se il vostro cane o gatto appoggia la testa contro il muro, correte dal veterinario“. In sostanza, viene spiegato che se notate che il vostro animale domestico inizia a mettere la testa contro il muro e rimane così per qualche minuto è bene portarlo immediatamente dal “suo” medico di fiducia. Ma perché? La spiegazione è particolarmente allarmante: a quanto pare i cani e i gatti che spingono la testa contro una parete, senza alcun motivo apparente (come giocare o graffiare) potrebbero essere affetti da lesione cerebrale, avvelenamento, tumore, infezioni o molte altre gravi malattie. L’appello indirizzato ai proprietari di pet è stato lanciato su Facebook da Steunpunt voor Dieren, un’associazione olandese per la protezione animali molto nota in patria, ed è diventato in pochissimo tempo virale.

Questo comportamento si chiama Head pressing (atto compulsivo che consiste nel premere la testa contro un muro o un oggetto senza alcun motivo apparente) e potrebbe sembrare banale e persino buffo, ma indicherebbe un sintomo neurologico che va indagato e che può avere diverse cause. Per capire la veridicità di tali avvertimenti, abbiamo deciso di chiedere una spiegazione alla dottoressa Manuela Piras, medico veterinario di Cagliari.

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Dottoressa Piras, ma è vero che questo atteggiamento è così pericoloso per i nostri animali?
Possiamo dire di sì. In determinati casi, infatti, premere compulsivamente la testa contro un muro può essere considerato un sintomo di disturbo neurologico.

Ma è l’unico “sintomo” da tenere sotto controllo?
No, se la patologia è grave, in genere si accompagna però ad altra sintomatologia tipica, come sbandamenti o movimenti definiti “di maneggio” con l’animale che può apparire addirittura ipovedente.

Cosa è meglio fare, dunque, in questi casi?
Il consiglio rimane quello di non allarmarsi, ma di contattare il proprio veterinario per un controllo riferendo con esattezza le abitudini del proprio animale. Come professionista mi fido sempre del “non lo aveva mai fatto prima”, sta sempre a indicare un disturbo che va comunque indagato.

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