Malasanità veterinaria, un sito per raccogliere testimonianze

Uno spiacevole disguido“. E’ tutto ciò che Roberto Marchi si è sentito dire quando la sua Lea, inseparabile amica a quattro zampe, è morta il 4 febbraio di sei anni fa a causa di una diagnosi sbagliata. Perché, purtroppo, la malasanità non è un problema solo di noi esseri umani, la malasanità esiste anche quando si parla di animali. Con il tempo, però, Roberto non ha dimenticato il suo cagnolino, anzi ha deciso di creare un sito Mai più come Lea e una pagina Facebook, in cui ha raccolto tutti i documenti della sua triste esperienza e che, ora, è grado di raccogliere testimonianze simili alla sua. Tutto ciò per sensibilizzare l’opinione pubblica, certo, ma anche per dare un po’ di conforto a tutti coloro che hanno subito la sua stessa ingiustizia. Inoltre, l’uomo in questo tempo ha scritto circa 2500 mail ai veterinari, alle autorità italiane e alle associazioni animaliste. Perché la vita è vita, anche quando si parla dei cuccioli di casa, e come tale va tutelata.

Malasanità veterinaria, un sito per raccogliere testimonianze

Ma chi era Lea? Uno splendido esemplare di segugio italiano che Roberto Marchi aveva ereditato da suo padre. “Il ricordo più bello che mi poteva lasciare” scrive accorato il professionista di Praticello di Gattatico, in provincia di Reggio Emilia. Quando con l’avanzare dell’età la piccola si è ammalata, Roberto ha deciso di farla visitare dal veterinario “di famiglia”. Dopo esami ed ecografia, a Lea viene diagnosticata una malattia renale che lascia al cane ben poche speranze. La diagnosi viene confermata anche da un secondo dottore, ma Roberto e la sua fidanzata, vedendo Lea soffrire molto decidono di portarla da un terzo medico. Ed è qui che vengono raggirati con la falsa promessa di una probabile guarigione. A patto, però, che Lea venga sottoposta a una delicata operazione di asportazione dell’utero molto costosa. Eppure, due giorni dopo l’intervento, Lea muore. La coppia inizia a sospettare che ci sia qualcosa di strano e così, dopo aver chiesto l’autopsia, scoprono che l’animale è stato vittima di un veterinario senza scrupoli che ha visto nel sincero affetto di Roberto e compagna solo una possibilità di guadagno.

Grazie alla sua triste storia, nell’anniversario della scomparsa di Lea, il prossimo 4 febbraio in Italia verrà celebrata la Prima giornata per le vittime di malasanità veterinaria, affinché si possa presto dire Mai più come Lea.

foto Facebook