Samoiedo o Samoyed, il cane da slitta nordica

Origini: il Samoiedo o Samoyed è una delle più antiche razze di cani nordici da slitta, intelligente e di carattere indipendente, selezionato per questo principale scopo, da pastori nomadi, i Nenci o Samoyeds, del nord-est della Siberia a nord del Circolo Polare Artico e, come affettuoso animale domestico, per riscaldare, con il loro soffice e caldo manto, le lunghe notti invernali.
Temperamento: il Samoiedo è il cane ideale per la famiglia, bellissimo con il suo folto manto, affettuoso, bramante della vostra attenzione, per coloro, che vogliono essere al centro dell’attenzione. Sono arguti, curiosi e amano tantissimo il gioco, ma non da soli, vogliono sempre la vostra compagnia e molto meglio se è quella dei vostri bambini, caratteristica questa che manterranno per tutta la vita.

Samoiedo o Samoyed, il cane da slitta nordica

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Aspetto: per la sua mimica, è chiamato il cane che ride. Il “sorriso del Samoiedo”, è motivato dalla combinazione tra la forma e la posizione degli occhi, con la commessura labiale leggermente curvata verso l’alto. Il Samoiedo è essenzialmente un cane da lavoro che svolge attività in ambienti estremi e proibitivi, deve possedere un manto pesante e resistente ai rigori del clima, il tutto senza escludere bellezza, prontezza, agilità, grazia nel portamento (ben evidenziato nelle femmine) e dignità. Il corpo deve essere muscoloso con arti posteriori potenti e resistenti agli sforzi

Impiego: la loro versatilità ed il carattere docile e gioioso non li rendono particolarmente apprezzati come cani pastore, anche se, con uno specifico addestramento, possono venire utilizzati per questo scopo, come spesso avviene, quando si devono spostare gli armenti tra i diversi luoghi di pascolo; mentre, sono totalmente inaffidabili come cani da guardia. La loro forza e docilità, ne fa, invece, un cane particolarmente apprezzato per il traino di pesanti carichi, come documentato dall’enorme contributo dato, nelle spedizioni artiche. Però, come tutti i cani da slitta, si adatta difficilmente alla conduzione a guinzaglio.

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Standard di Razza

Altezza: maschi da 50,8 a 55,8 cm al garrese. Femmine da 45,7 a 50,8 cm al garrese. Peso in proporzione alle dimensioni;

Testa e Muso: muso potente e con un ampio cranio piatto a forma di cuneo di lunghezza media, muso affusolato non troppo definito. Labbra nere. Pelo corto e liscio davanti alle orecchie. Tartufo preferibilmente nero, tollerato il marrone o il color carne. Mascelle forti;

Occhi: a forma di mandorla, di colore marrone scuro, ben distanziati, con espressione vigile e intelligente. Le rime palpebrali devono essere nere e ininterrotte;

Orecchie: diritte, non troppo lunghe, leggermente arrotondate all’estremità

Denti: dentatura robusta con chiusura a forbice;
Muscolatura: potente;

Pelo: il corpo deve essere ben protetto da un folto sottopelo morbido e lanoso con peli che crescono lunghi dritti e più duri per formare la pelliccia esterna. Il mantello deve essere molto resistente agli agenti esterni, con riflessi color argento;

Colori: bianco puro, bianco e biscotto o crema;

Tronco: media lunghezza, largo e molto muscoloso. Petto largo e profondo con costole ben cerchiate, per lasciare spazio a cuore e polmoni. L’ossatura è più pesante di quanto ci si aspetterebbe in un cane di queste dimensioni, ma non così massiccia da impedirne velocità e agilità. Deve essere proporzionata alle dimensioni del corpo, in ogni caso, non deve mai apparire pesante da sembrare goffo, né leggero da sembrare instabile.

Arti: anteriori più lunghi dei posteriori per lo sviluppo della potenza;

Coda: di moderata lunghezza, mobile, ma non uncinata, deve raggiungere il garretto quando è tenuta bassa, abbondantemente coperta da pelliccia. Una coda immobile, uncinata o poco folta è un difetto.

Andatura: regolare e apparentemente senza sforzo sia in direzione frontale che laterale, con passi veloci e leggeri e se tenuto al guinzaglio con un trotto moderatamente veloce;

Curiosità: Etah, fu il cane femmina leader della spedizione di Roald Amundsen, la prima a raggiungere il Polo Sud.

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