Nessuna clemenza per Iceberg: la cagnolina da mesi nel braccio della morte in Danimarca rischia di essere soppressa

Il Parlamento danese non ha votato per la modifica della legge che prevede la soppressione di tutti i cani considerati pericolosi presenti sul territorio nazionale. Per questo motivo Iceberg, la cagnolina italiana finita nel braccio della morte a Copenaghen, rischia di essere soppressa in ogni caso.

Da molti mesi ci si batte per la liberazione di Iceberg, la cagnetta detenuta in Danimarca  a rischio di soppressione perché ritenuta appartenente alle cosiddette razze pericolose. Mesi di lettere, petizioni e richieste di clemenza, ma purtroppo nulla è cambiato e anzi la situazione peggiora sempre più, perché il Parlamento danese non ha votato per la modifica della legge che permetterebbe il suo rilascio e la cagnetta rischia la soppressione.

LA STORIA DI ICEBERG

Iceberg è un dogo argentino, di proprietà di uno chef di Avellino che si è trasferito a Copenaghen da alcuni anni. Quando è arrivato in Danimarca, Giuseppe Perna non era a conoscenza delle leggi vigenti in quel Paese e nessuno lo aveva informato della Breed Specific Legislation, che prevede che i cani considerati “a rischio”, quali American Pit Bull Terrier, Japanese Tosa, American Staffordshire Terrier, American Bulldog, Central Asian Shepherd Dog, Boerboel, Dogo Argentino, Kangal, Caucasian Shepherd Dog, Tornjak, Šarplaninac, Fila Brasileiro e South Russian Shepherd Dog, siano soppressi per motivi di sicurezza. Anche in aeroporto, quando Giuseppe si è imbarcato con la sua cagnetta per la Danimarca, nessuno ha sollevato obiezioni e nessuno ha detto nulla sul fatto che questo genere di cane non sono accettati nel Paese ed è così che Iceberg, accusata di essere un cane potenzialmente aggressivo, si è ritrovata nel braccio della morte. Sul caso sono intervenuti politici e associazioni animaliste e molteplici lettere sono state indirizzate al Governo danese affinché la cagnolina, di fatto italiana, fosse rilasciata e fatta rientrare in Italia dove fortunatamente nessuna legge imporrebbe di sopprimerla, ma fino ad oggi la cagnolina non è stata fatta rientrare in patria.

LA MOBILITAZIONE INTERNAZIONALE

Per liberare Iceberg l’ENPA, in collaborazione con l’Associazione “Fair Dog”, aveva attivato da subito una vera e propria mobilitazione internazionale, e anche l’Onorevole Brambilla, Presidente del Movimento Animalista, aveva indirizzato delle lettere alle principali istituzioni danesi affinché fosse concesso lo stato di clemenza per la cagnolina. Per sollecitare il suo rientro in Italia, Rinaldo Sidoli aveva lanciato una petizione online #SaveIceberg che ha raccolto ben 415, 905 firme e fatto girare un videoappello. Al caso si era interessato anche il Ministro Alfano e anche le associazioni animaliste di altri paesi hanno fatto sentire la propria voce per chiedere clemenza; inoltre molti nomi noto dello spettacolo avevano aderito all’appello di liberarla, quali Noemi, Giorgia, Laura Pausini, J-Ax ed Emma Marrone.

GLI SVILUPPI

Dopo le istanze di “scarcerazione” per la cagnetta pervenute da ogni parte d’Europa, nonostante le autorità danesi avessero garantito il suo rientro in Italia, Iceberg è non è stata rilasciata ed è ancora detenuta nel braccio della morte. Ciò significa che resta nella “lista nera” dei cani da sopprimere. Il Parlamento danese non ha messo l’urgenza sul voto per modificare la legge che prevede la soppressione di qualsiasi dogo argentino trovato sul territorio e dunque Iceberg, malgrado il suo passaporto italiano, non potrà tornare in patria e non potrà essere sottratta al suo destino di morte.

LA CORSA CONTRO IL TEMPO

Purtroppo ormai è solo questione di tempo, perché l’esecuzione della povera cagnetta diventi attuabile, dopo che il Ministro danese ha affermato che adesso le priorità del Governo sono altre e ben diverse dall’occuparsi di modificare la legge che prevede la soppressione delle razze considerate “pericolose”. Per ora Iceberg resta in Danimarca e finché è lì per il Governo danese sarà un cane da sopprimere. Ma l’Italia non può certo stare a guardare e bisogna studiare adesso un piano per far sì che in qualche modo la situazione si sblocchi.

LA POSIZIONE DELL’ENPA

L’ENPA ha chiesto di riaprire la “mobilitazione internazionale” che la scorsa estate aveva raccolto più di 350.000 adesioni. Iceberg è di fatto un ostaggio – ha affermato Carla Rocchi, Presidente dell’ENPA – È incomprensibile e ingiusto l’atteggiamento del Parlamento della Danimarca. La modifica della legge esistente è davvero piccola e avrebbe consentito la liberazione del cane Iceberg e il suo ritorno immediato in Italia. Un atto di buonsenso, distensione e giustizia. L’ENPA non si arrende e intende portare avanti una nuova campagna indirizzata stavolta alla Camera. Le modifiche dovranno essere portate in aula e votate per tre volte nei prossimi trenta giorni – continua Rocchi Rocchi Se tutto dovesse andare come auspicato, Iceberg sarebbe rilasciata non prima di Natale […] Iceberg è un cane buonissimo di cui i danesi hanno una paura inspiegabile e infondata. Speriamo dunque che il regalo più atteso per Natale, ossia la liberazione di Iceberg, infine arrivi. Intanto incrociamo le dita…

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Photo Credits: Facebook

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