Parrocchetto dal collare: come farlo parlare

Siete ansiosi di “chiacchierare” col vostro pappagallo? Ci vuole pazienza nell’addestramento, ma non è difficile. Vi spieghiamo come riuscirci in pochi passi

La dolcezza del Parrocchetto già di per sé basta e avanza per farlo essere di gran lunga il volatile più ambito dalle famiglie. È uno dei pochi infatti ad amare le coccole e soprattutto a cercarle, instaurando col suo umano un rapporto paragonabile a quello di animali domestici più comuni. Ma quando si ha un pappagallo in casa, chiunque vorrebbe anche parlarci. Come fare? Vediamo gli step necessari.

Divertimento fa rima con apprendimento

È molto importante parlargli spesso, perché impari a fidarsi di voi e si abitui al suono della vostra voce. Allo stesso tempo, assicuratevi di giocarci spesso, così da sviluppare un rapporto positivo. Quindi create un programma di addestramento, con sessioni di circa 5 minuti, tre-cinque volte al giorno. Iniziate con parole semplici o anche il nome del Parrocchetto. Ricordate poi di incoraggiare sempre i comportamenti che si avvicinano al linguaggio. Tenete il pappagallino di fronte alla bocca quando lo addestrate per avere la sua colpita attenzione e concentrarsi sui suoni che deve riprodurre.

Il Parrocchetto è come un bambino che gioca

Alcuni esperimenti poi hanno dimostrato che questi volatili imparano meglio se sono presenti due persone. Può anche essere utile insegnargli ad associare un movimento a una parola: ad esempio “su” quando lo sollevi. Fondamentale la ricompensa. Come i bambini, i parrocchetti apprendono meglio quando stimolati e divertiti, così assegnategli un premio subito dopo che ha ripetuto una parola che state cercando di insegnargli. Al contrario, meglio evitare ricompense gratuite. Se sta zitto, niente premio! Infine, per i più testardi, si possono anche far ascoltare registrazioni delle parole che si vogliono insegnare. Ma non annoiatelo troppo, mi raccomando.

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