Come insegnare il richiamo ai cani con una parola chiave, un premio e tanta pazienza

Ogni cane dovrebbe sempre correre dal suo amico umano quando si sente chiamare. Ma va detto che, soprattutto quando l’animale è senza guinzaglio al parco o in area cani, non sempre è facile convincerlo a tornare da voi al primo colpo e, a volte, nemmeno dopo vari tentativi a dire la verità. Eppure, per la vostra e la sua sicurezza, il richiamo dovrebbe essere tra i comandi fondamentali e tra i primi da insegnare al proprio cucciolone.

Per prima cosa, dunque, munitevi di una parola chiave che può essere un normale “vieni”, un “qui” o un “ciao”, ovvero un qualcosa che il cane possa associare all’azione. Attenzione: non può essere il suo nome, perché anche cambiando tono della voce il 4 zampe sentendosi chiamare Fido, Bobby o in altro modo probabilmente si girerà verso di voi, ma rimarrà in attesa con l’espressione del “che c’è?” finché non gli direte cosa deve fare (o, meglio, cosa vorreste che facesse).

Quindi, scegliete un posto all’aria aperta (ma recintato) dove iniziare il vostro allenamento: portate con voi delle ricompense golose e armatevi di tanta pazienza. Quindi lasciate il cane libero di esplorare e di giocare e a un certo punto, iniziate a chiamarlo usando la parola chiave prescelta (che, ovviamente, dovrà essere sempre uguale, ai cani i sinonimi non piacciono). Ricordate che quello che conta davvero è il vostro atteggiamento e la vostra postura, se vi dimostrerete contenti il peloso sarà più felice di correre da voi, al contrario un tono severo e arrabbiato potrebbe allontanarlo.

Una volta che il cane tornerà da voi premiatelo con un bocconcino goloso e tante carezze. Quindi ripetete l’esercizio ma senza esagerare. Inoltre, se ogni volta che siete al parco lasciate il cane libero di correre e di giocare, mentre ogni volta che lo chiamate gli mettete il guinzaglio e lo portate a casa, il cane non ci metterà molto a capire che “richiamo” equivale alla “fine dei giochi”. Per questo è bene allenarsi più volte durante la passeggiata a lasciarlo libero e poi a farlo tornare indietro: per lui deve diventare solo una delle tante attività da fare col suo bipede del cuore.

Foto by Unsplash

Commenti

comments